L'attentato
del Luglio 1993
La chiesa di
S.Giorgio in Velabro sorge nell'area che la tradizione
assegna al ritrovamento di Romolo e Remo da parte della
"lupa".
In questo
luogo ha inizio simbolicamente la storia di Roma: averlo
violato con un atto di violenza ha significato quindi ferire
l'intera città, la sua storia, la sua cultura. L'esplosione,
di considerevole potenza, avve-nuta nella notte tra il 27 e
il 28 luglio 1993, dovuta ad un'auto bomba parcheggiata nei
pressi della facciata, ha causato il crollo quasi totale del
portico duecentesco anti-stante la chiesa. Ha provocato
inoltre l'apertura di una larga breccia sul prospetto
principale e dissesti sta-tici alle strutture murarie della
chiesa e all'annesso convento dei Padri Crocigeri.
Nei giorni
immediatamente successivi all'at-tentato la mobilitazione dei
tecnici del Ministero dei Beni Culturali ha consentito di
poter effettuare un imponente lavoro di ricerca, selezione e
accantonamento di tutto il materiale proveniente dal crollo,
finalizzato alla ricostruzione del complesso edilizio. Il
materiale è stato catalogato e collocato in 1050 cassette
recanti la data, l'ora e il riferi-mento topografico.
L'immagine di
S. Giorgio in Velabro, sfregia-ta da un atto di barbarie, é
oggi ricomposta. Alcuni dettagli, taluni segni volutamente
lasciati negli elementi architettonici che com-pongono il
portico, ci parlano di un evento che non si intende affatto
mimetizzare o can-cellare ma che è entrato, invece, come
episo-dio doloroso nella lunga storia di questo monumento. E'
solo l'impegno collettivo ha permesso alla città di
riottenere una testimo-nianza di fede, di arte e di storia
che si era tentato di strapparle con un atto di
barbarie.